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La manomissione delle parole

Gianrico Carofiglio, La manomissione delle parole, a cura di Margherita Losacco, Rizzoli, Milano 2010, 188 p., ISBN 978-88-17-04368-7, 13 €,

Il testo si compone di un’introduzione, di 10 brevi capitoli numerati, di un epilogo, di una breve sezione intitolata Le parole del diritto, di una nota dell’autore, delle note a firma della curatrice, di un indice dei nomi e di un indice.

Come dice lo stesso autore, il testo è costituito da due parti distinte: la prima - La manomissione delle parole -, è lo sviluppo di una conversazione al Salone del Libro di Torino del 2009; la seconda – Le parole del diritto – è la rielaborazione di un dialogo con Gaetano Savatteri al Festival del Diritto di Piacenza nel 2008. Le note di Margherita Losacco (ricercatrice di Filologia classica all’Università di Padova), sono impostate seguendo i temi principali del testo e secondo l’ordine delle pagine.

Lo scritto si legge molto bene, e bisogna riconoscere che Carofiglio adotta quel linguaggio “piano” che vorrebbe informasse anche la lingua dei giuristi. Vi sono molti riferimenti etimologici e culturali, il che rende il discorso profondo e attuale allo stesso tempo. Ecco: forse i riferimenti all’attualità, nella parte centrale del libro, mi paiono troppo piegati ad una critica di Berlusconi. Legittima ovviamente la critica a Berlusconi, anche se, a mio avviso, questa indebolisce, in questa sede,  la chiarezza e la validità generale dei concetti espressi. Opportuna anche in questo senso la nota dell’autore, che chiarisce la genesi ed il contesto dei due contributi.

La parte Le parole del diritto è ancora più interessante, laddove si mette a nudo la capacità dei giuristi di escludere il popolo sovrano (in nome del quale si pronunciano le sentenze), dalla comprensione piena delle stesse sentenze.